Denti del giudizio

Il dente del giudizio è sicuramente quello più temuto da tutti per i vari sintomi, compreso il dolore, che causa quando spunta.I denti del giudizio sono quattro molari, precisamente terzo molare inferiore e superiore a destra e a sinistra, ultimi di tutta l’arcata dentale e quindi localizzati nella parte più interna della bocca. Perché vengono chiamati “del giudizio”? Per quanto riguarda l’età in cui, di solito, dovrebbero spuntare, ossia tra il dodicesimo e il ventiquattresimo anno di età. Un periodo della gioventù che dovrebbe essere legata al giudizio. La comparsa di questi denti è sempre molto problematica: nella maggior parte dei casi devono essere estratti per evitare o bloccare tutti i disturbi che causano. Questi possono essere più o meno gravi e dipendono dalla loro crescita, dalla loro posizione, dalla lunghezza delle radici, dal tessuto osseo della mandibola e della mascella. Secondo gli esperti, infatti, bisognerebbe provvedere all’estrazione durante la gioventù e non da adulti proprio per evitare un peggioramento della situazione.

I denti del giudizio sono più facili da estrarre quando il paziente è in giovane età, in quanto le radici non sono completamente formate, l’osso circostante è più trattabile e le probabilità di danneggiare i nervi circostanti sono minimi, in mani esperte. La rimozione dei denti del giudizio in età adulta è più complessa in quanto, le radici sono completamente sviluppate.

Ci sono diverse condizioni che incidono sulle modalità di estrazione dei terzi molari, fra cui il posizionamento del dente, lo stadio di sviluppo della radice, l’iterazione con nervi e la presenza di patologie. La maggior parte dei terzi molari possono essere estratti in anestesia locale e con modesto disagio nel decorso post-operatorio, che generalmente si esaurisce in 7 /10 giorni. Solo in alcuni casi la complessità del quadro clinico obbliga ad un vero e proprio intervento chirurgico in anestesia generale, operato da uno specialista: il chirurgo maxillo-facciale. In questi casi, il decorso post-operatorio sarà più lungo (3 / 4 settimane) ed i disagi più marcati. In entrambe i casi, il medico prescriverà in genere una adeguata terapia farmacologica a base di antibiotici, anti-infiammatori edanalgesici, questi ultimi da utilizzarsi solo nel caso dell’ insorgenza di dolore. Nei giorni immediatamente successivi all’intervento è inoltre opportuno seguire una dieta a base di cibi liquidi o poco consistenti, che non impegnino la masticazione.

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